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| LUOGHI DA VISITARE |
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| VALLE D'ITRIA |
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La Valle d'Itria, nota anche come la Valle dei Trulli, si estende tra le provincie di Bari,
Brindisi e Taranto e comprende i comuni di Alberobello, Carovigno, Castellana Grotte, Ceglie Messapica,
Cisternino, Fasano, Locorotondo, Martina Franca, Noci, Ostuni, Putignano, San Michele Salentino,
San Vito dei Normanni e Villa Castelli. La Valle d'Itria è un territorio di campagne abitate tutto l'anno ed impreziosito dai caratteristici "Trulli" e muretti a secco che delimitano distese di vigneti ed uliveti. |
| CITTA' COSTIERE |
| Lungo la costa Adriatica della Puglia e in Terra di Bari hanno acquistato, negli ultimi anni, rilevanza e notorietà turistica i centri di Monopoli e Polignano; che si pregiano di una costa frastagliata con incantevoli insenature e spiagge incontaminate, di importanti e prestigiose attività turistiche ricettive, nonchè di una tradizione gastronomica pugliese di eccellenza ad accogliere gli ospiti provenienti da ogni parte del mondo. |
| CITTA' STORICO-CULTURALI |
| Il soggiorno nella struttura "Trullo Giuditta" offre l'occasione di visitare centri urbani di pregio storico, culturale ed artistico come: Bari, Lecce e Matera, dove le strade dei centri storici sono ricche di architetture urbane civili e religiose che ne raccontano la storia millenaria e si può godere della varietà enogastronomica locale anch'essa di antica tradizione e fama mondiale. |
ALBEROBELLO
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Alberobello è comune celebre per i suoi caratteristici "Trulli",
modello costruttivo di architettura spontanea consistente in edifici realizzati a secco con pietre sovrapposte, una base imbiancata a calce ed il tetto con la caratteristica forma di cono con simboli e pinnacoli di svariate forme.
Alberobello consiste di un borgo di più di mille trulli, dichiarati dal 6 dicembre 1996 Patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO.
Continua a leggere...Cosa visitare ad Alberobello: Rione Monti, il quartiere a trulli più esteso e più famoso, posto nel versante meridionale della città e conta circa mille coni di trullo; Rione Aia piccola, a breve distanza dal Rione Monti, è il quartiere esclusivamente residenziale e conta circa 400 coni; Casa Pezzolla, un complesso di 15 trulli comunicanti adibito a Museo del Territorio; Casa D'Amore, primo municipio cittadino; Trullo Sovrano adibito a casa museo e unico trullo a due piani della città di Alberobello. |
CAROVIGNO
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Carovigno è un parco agrario nel cuore della strada degli ulivi secolari che vanta una consolidata tradizione quale centro della gastronomia pugliese.Continua a leggere...Cosa visitare a Carovigno: Castello Dentice di Frasso imponente castello che sorge a ridosso del centro storico del paese, su un promontorio che domina l'intera fascia costiera. Inoltre, il Castello Dentice di Frasso ospita la biblioteca comunale ed un Museo delle Tradizioni Popolari.Torre Guaceto, trattasi di un'area marina protetta che si estende per circa 8 km di costa dove si alternano aree umide, fitta macchia mediterranea, calette e dune. Torre Guaceto è location di attività di ciclotrekking, escursioni a piedi, seawatching, nonchè palcoscenico naturale per spettacoli teatrali e musicali, che si svolgono nella stagione estiva anche in notturna. |
CASTELLANA GROTTE
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Castellana Grotte è un comune situato sull'altopiano calcareo della Terra dei Trulli e delle Grotte, è conosciuta soprattutto per il complesso carsico delle Grotte di Castellana.Continua a leggere...Cosa visitare a Castellana Grotte: Grotte di Castellana, sono un complesso di cavità sotterranee di origine carsica di interesse speleologico e turistico. Si estendono per circa 3 chilometri in modo molto ripido.Museo Speleologico "Franco Anelli", Museo Speleologico delle Grotte di Castellana, inaugurato il 23 gennaio 2000, nel 62° anniversario della scoperta del sistema carsico. Museo Speleologico intitolato allo speleologo lodigiano "Franco Anelli" (1899-1977), scopritore, divulgatore e direttore delle Grotte di Castellana. Parco dei Dinosauri, parco che riproduce un ambiente preistorico e vi dà la possibilità di ammirare uno splendido museo all’aperto con animali a grandezza naturale, riprodotto fedelmente da fossili trovati da paleontologi su tutto il pianeta dal 1820 ad oggi. |
CEGLIE MESSAPICA
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Ceglie Messapica è una delle località più antiche della Puglia, fondata dai Messapi, un’antica popolazione italica.
Ceglie Messapica è un incantevole borgo che affonda le sue radici nell’antica civiltà messapica e vanta un patrimonio architettonico ricco e una tradizione culinaria prelibata.Continua a leggere...Cosa visitare a Ceglie Messapica: il Castello Ducale, una fortezza normanna che domina il borgo e si sviluppa attorno alla Torre Normanna di origine medievale. Oggi ospita al suo interno una biblioteca. La Chiesa Matrice, dedicata a San Giovanni Battista e costruita nel XII secolo, caratterizzata da uno stile romanico-pugliese con influenze bizantine. Pinacoteca comunale "Emilio Notte" di Ceglie Messapica dedicata al pittore futurista veneto d'origine. Masseria Fragnite – Azienda agricola nata tra la fine del '600 e gli inizi del '700 per iniziativa della casa ducale dei Sisto y Britto e ceduta ai Domenicani di Ceglie con atto di vendita del 1744. La masseria Fragnite è un posto speciale per gustare il meglio della tradizione culinaria locale. |
CISTERNINO
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Cisternino fa parte del club dei
"Borghi più belli d'Italia"
ed è un paese dalle origini mediovali come evidenziato dalla sua urbanistica, con particolare riferimento al centro storico.Continua a leggere...Cisternino, distrutto dai Goti, fu riscostruito dai monaci Basiliani che nel Medioevo vi costruirono la badia attorno a cui si sviluppa il paese.Cosa visitare a Cisternino: Piazza Vittorio Emanuele, piazza principale di Cisternino circondata da locali e ristorantini di cucina tipica. Anche detta "Piazza dell'Orologio" poichè caratterizzata dalla presenza della Torre dell'Orologio costruita nel 1850, utilizzando la pietra locale e la cui progettazione fu affidata ai maestri Curri di Alberobello. La Torre Grande è uno dei simboli di Cisternino, trattasi di una Torre civica Normanno Sveva edificata a scopo difensivo probabilmente tra XI e XII secolo. La Chiesa di San Nicola di Patara è la principale chiesa di Cisternino di origine medievale, tuttavia la facciata in stile neoclassico oggi visibile fu realizzata nel 1848. In essa è custodita importante scultura del rinascimento pugliese: "Madonna con Bambino e Offerenti", detta anche la “Madonna del Cardellino”, del 1517. Il Maaac (Museo Area Archeologica Arte Contemporanea) è un'area adibita a museo, da poco innaugurata nel centro storico di Cisternino (nel complesso della Chiesa di San Nicola di Patara e della Torre Normanno Sveva), che periodicamente mostre temporanee ed eventi incentrati sull'arte contemporanea. La chiesa di San Quirico Martire edificata nei primi anni del 1600 e dedicata a san Quirico, che secondo la leggenda con un gesto miracoloso riuscì a liberare la città di Cisternino dalla peste che flagellava tutta la Puglia nel XVII secolo. La chiesa di Santa Maria di Costantinopoli è situata poco fuori le mura cittadine, detta anche di Sant’Anna, e con decreto borbonico del 1840 fu destinata ad ospitare il cimitero della città. Palazzo Lagravinese, residenza privata nobiliare di fine Settecento ed appartenuto alle famiglie Lagravinese - Termetrio, oggi adibita a museo. Ponte della Madonnina, uno dei punti panoramici più belli che si può incontrare nei pressi del centro storico (via San Quirico, non distante dalla Torre Normanno Sveva) per affacciarsi sulla cornice unica ove è immersa Cisternino: la Valle d'Itria. |
FASANO
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Fasano è la citta marinara che si estende per circa 15 km
sulla costa del Mare Adriatico ed al suo interno si inoltra nella Valle d'Itria.Continua a leggere...La citta di Fasano deriva dal Casale di Santa Maria di Fajano (Sancta Maria de Fajano), fondato nel 1088 da una parte della popolazione che aveva abbandonato le rovine di Egnazia, uno dei centri più importanti posti sull'antica via Traiana con il suo importante porto.Cosa visitare nel centro storico di Fasano: Piazza Ciaia era ed è il cuore pulsante di Fasano. Prima della realizzazione di Piazza Maggiore, quella che poi diventerà Piazza Ignazio Ciaia, il cuore cittadino era rappresentato da Largo Seggio ed il Palazzo Goffredi. Il Palazzo Municipale e la Torre dell'Orologio si distinguono tra i numerosi palazzi che caratterizzano piazza Ciaia. Corso Vittorio Emanuele costituisce il corso principale della città dove si distinguono numerosi palazzi borghesi e nobiliari, contrapposti alle tipiche abitazioni dette “alla fasanese”(Museo "Casa alla Fasanese"). Il centro storico di Fasano vanta numerosi luoghi di arte sacra e chiese a testimonianza della tradizionale devozione religiosa popolare: Chiesa Matrice, L’oratorio di San Giuseppe, Chiesa del Purgatorio, Chiesa di Sant'Antonio Abate, Chiesa di Santa Maria dell'Arco, La Corte dei Portici delle Teresiane al numero civico 7 custodisce la "stanza dell’affresco". Infine, si riconoscono i segni della storia rinascimentale della citta in un imponente edificio quattrocentesco, all’epoca eretto per fini militari nella parte sud di Fasano: il Torrione delle Fogge. Cosa visitare nelle "Terre di Fasano": lungo la costa adriatica di Fasano ci imbattiamo nelle rovine di Egnazia, uno dei centri più importanti in età romana posti sull'antica via Traiana con il suo porto, che veniva principalmente utilizzato per raggiungere l'inizio della via Egnatia (o via Ignazia), l'antica strada di comunicazione della Repubblica romana che congiungeva l'Adriatico con l'Egeo e il Mar Nero. Lungo la costa adriatica a sud di Fasano si incontra per circa 1000 ettari un'oasi naturale protetta, riconosciuta come Parco Naturale Regionale per i suoi preziosi habitat naturali di biodiversità, che si estende dalla località di Torre Canne a Torre San Leonardo: Il Parco naturale delle Dune costiere. Verso Nord sulla costa Adriatica di Fasano, tutto da esplorare è il piccolo e grazioso borgo marinaro di Savelletri. Centro incastonato in un meraviglioso lembo di terra, tra il vicino borgo di Torre Canne e l’antica Egnazia. Prestigioso punto di riferimento per gustare la gastronomia di mare e terra tipica del territorio. Nell'entroterra collinare delle Terre di Fasano si sale verso la Selva di Fasano: collina con macchia mediterranea di straordinaria biodiversità. Inoltre, si può avere l'opportunità di visitare lo ZooSafari: un’oasi naturale che accoglie e conserva, in piena libertà, animali di tutte le specie. Con i suoi 140 ettari di estensione, è il regno della biodiversità. Proseguendo nell'entroterra occidentale delle Terre di Fasano, si incontra una depressione carsica, un canalone lungo circa 12 chilometri e largo tra i 500 e i 1500 metri, un ambiente naturalistico ricco di una straordinaria vegetazione autoctona: il Canale di Pirro. Scendendo a sud-est si incontra: Borgo di Cocolicchio, un antico borgo con un’alta concentrazione di trulli; Laureto di Fasano, una località caratterizzata da uno scenario che degrada da una collina di circa 400 metri sul livello del mare fino al blu cristallino della costa adriatica delle Terre di Fasano. Proseguendo immediatamente a sud-est di Fasano (lungo la SS16) si incontra: Pezze di Greco, la frazione di Fasano più popolata e nota per il suo presepe vivente; Pozzo Faceto, frazione di Fasano detto Borgo della Madonna del Pozzo, il cui nome deriva dall'omonimo santuario dedicato alla Beata Vergine del pozzo; Speziale, piccolo borgo da visitare per apprezzare la gastronomia e l'ambiente naturale e rilassante. Infine, nel percorso nelle Terre di Fasano, degno di nota è : Montalbano di Fasano, uno dei piccoli borghi di Fasano immerso in un paesaggio fatto di ulivi millenari e campagne incontaminate, caratteristiche di questa parte di Valle d’Itria. Tra le campagne di Montalbano, costellate da monumentali masserie fortificate, ci si imbatte in un antico "Dolmen" , un monumento megalitico e luogo sacro delle antiche popolazioni che lo edificarono durante il neolitico. |
LOCOROTONDO
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Locorotondo è un borgo eretto
tra il IX ed il VII A.C. Il nome Locorotondo fu attribuito al borgo arroccato sulla collina della Valle d'Itria
solo a partire dal 1834.Continua a leggere...Infatti, inizialmente si chiamava Casale San Giorgio in onore al santo patrono, poi Casale Rotondo, successivamente Luogorotondo. Il nome Locorotondo proviene dal tardo latino "Locus Rutundus", dal significato di "luogo rotondo", termine che identifica la struttura urbanistica circolare del borgo che racchiuso nella cinta muraria si espande verso la cima del colle, assumendo la caratteristica forma rotonda. Locorotondo si compone di numerose contrade, oltre 150, frazioni e piccole comunità agricole, sviluppatesi nei secoli attorno a trulli, masserie, chiese, pozzi o piazzali sparsi nel territorio e le campagne circostanti.Cosa visitare a Locorotondo: il centro storico si organizza su una pianta circolare ad anelli concentrici sulla quale si snodano le bianche e strette stradine, i vicoli caratteristici, le tipiche abitazioni del borgo dette "cummerse", caratterizzate per il loro tetto spiovente e rivestite di lastre calcaree, le "chiancarelle".Il centro storico di Locorotondo inizia da Piazza Vittorio Emanuele ed attraversando i due grandi pilastri di Porta Napoli, è possibile seguire un percorso si snoda attraverso i punti di maggiore interesse all'interno delle mura. Palazzo Morelli, nel cuore del centro storico, è un edificio storico di stile Barocco, costruito nel XVIII secolo, si erge imponente con la sua facciata bianca e la caratteristica cupola. Il Palazzo Comunale e la Torre Civica rappresentano uno dei simboli più importanti della città e un'importante testimonianza della sua storia e cultura. Situati nel centro storico, questi due edifici storici sono un esempio di architettura civile medievale e rinascimentale. La Chiesa Madre di Sangiorgio Martire, gioiello del barocco pugliese costruita tra il 1790 e il 1825, e la Chiesa della Madonna della Greca, il cui primo riferimento documentario risale al 1520, e le altre numerose chiese dedicate al culto di santi ( Chiesa di San Rocco, del 1710; Chiesa di Maria Addolorata, del 1728; Chiesa di Santa Maria Annunziata del 1813;Basilica Minore dei Santi Cosma e Damiano e della Madonna della Catena, del 1866; Chiesetta di Sant'Antonio da Padova, del 1697; Chiesetta di San Nicola di Bari, del 1582; Chiesetta della Beata Vergine Maria del Soccorso, del 1642) sono espressione della antica devozione religiosa della popolazione locale. Belvedere Santa Maria della Greca in Via Nardelli (meglio nota come "Lungomare) è una terrazza che offre una vista panoramica sulla Valle d'Itria . Nei dintorni del borgo posto su una collina, si estende a vista d'occhio la Valle d'Itria e le sue costruzioni caratteristiche: i "Trulli" e le "Masserie". I Trulli della Valle d'Itria sono particolari costruzioni in pietra a forma conica, utilizzate in passato come abitazioni rurali dai contadini. Oggi molti trulli hanno subito lavori di restauro che li hanno trasformati in residenze private o residenze turistiche prestigiose e uniche nel loro genere. Trullo"Marziolla" è il trullo di costruzione più antica, che sia documentata, in tutta la Valle d'Itria e risale al 1559 come riportato sulla porta d'ingresso del trullo. Le "Masserie" nelle campagne della Valle d'Itria sono antiche costruzioni in pietra, alcune delle vere e proprie cittadelle fortificate, testimonianza dell'antica vocazione agricola e della storia millenaria della regione. Oggi molte di queste masserie sono residenze private o luoghi di accoglienza turistica per soggiorni che offrono una esperienza autentica e immersiva nella cultura e nella tradizione pugliese. Infine, Locorotondo è custode della antica tradizione enogastronomica pugliese. Degna di particolare nota è la Cantina sociale Locorotondo fondata negli anni'30 del XX secolo da una coperativa di contadini, dove ha trovato la sua migliore casa il Locorotondo Doc, una delle più antiche d'Italia. |
MARTINA FRANCA
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Martina Franca è un grazioso borgo immerso lussureggiante vegetazione di macchia mediterranea della Valle d'Itria.Continua a leggere...L’origine del nome Martina deriva dalla devozione degli abitanti per San Martino di Tours, mentre il termine Franca fu aggiunto attorno al XIV secolo quando la città fu eletta comune da Filippo I d’Angiò. Il centro storico della cittadina sorge su un’altura a 400 metri d’altitudine: il Monte di San Martino. Il XVIII secolo fu un’epoca di grande sviluppo urbanistico ed architettonico per questa località con la costruzione di edifici, monumenti e chiese in un particolare stile barocco, identificato “barocco martinese".Cosa visitare a Martina Franca:il centro storico è caratterizzato da un labirinto di stradine circondate da abitazioni che si sviluppano soprattutto in verticale, poichè un tempo le case ospitavano al pian terreno le botteghe, mentre il primo e il secondo piano erano adibiti alla vita famigliare. In Piazza del Plebiscito, la piazza centrale della città, sorge la Basilica di San Martino: edificata nella seconda metà del XVIII secolo su volontà dell'arciprete Isidoro Chirulli, è la maggiore espressione del meraviglioso stile barocco di Martina Franca.La chiesa custodisce anche le reliquie di Santa Comasia e di Santa Martina. Le testimonianze della devozione religiosa locale sono nelle numerose chiese di Martina Franca espressione dell'architettura barocca del XVIII secolo, in particolare si segnalano: Chiesa della Beata Vergine del Carmine, Chiesa di Sant’Antonio da Padova, Chiesa di San Vito una delle strutture più antiche, presumibilmente edificata tra la fine del XIII secolo e gli inizi del XIV secolo. A breve distanza e sempre nel centro storico di Martina Franca, è possibile visitare, all'interno del Palazzo Stabile del XVIII secolo: il MuBa – Museo della Basilica di San Martino. Rimanendo all'interno del centro storico,in Piazza Roma, si incontra il Palazzo Ducale: un'imponente struttura risalente alla seconda metà del XVII secolo ed è un esempio di raffinato stile barocco di Martina Franca. Il Palazzo Ducale ospita al suo interno il Museo delle Pianelle istituito nel 1999 con l'obiettivo di divulgazione scientifica delle meraviglie di biodiversità ambientali ospitate nella Riserva Naturale Regionale "Bosco delle Pianelle". Sempre il Palazzo Ducale è la sede del museo Filippo I d'Angiò, che offre una straordinaria esposizione di opere d'arte contemporanea ispirate al territorio martinese. Oltre al Palazzo Ducale, il centro storico di Martina Franca offre un'ampia scelta di sontuosi palazzi nobiliari: Palazzo Martucci in piazza Roma; Palazzo Barnaba(1719);Palazzo del cavalier Semeraro(1733); Palazzo Delfini(1776); Palazzo Ancona, è fra i palazzi più belli di Martina; Palazzo Carucci(1777); Palazzo Magli(1759); Palazzo Marinosci(1744); Casa a corte Le Marangi (1735); Ex-ospedaletto(1783); Palazzo dell'Università(1759-1762), era la sede del Parlamento locale; Palazzo Motolese(1775); Palazzo Torricella(1749). Palazzo Turnone è uno dei palazzi più antichi della città, fatto risalire addirittura al periodo Angioino, la sua peculiare maestosità è espressione del potere che esercitava l'omonima famiglia martinese sulla città. Attualmente ospita il "Conservatorio di Santa Maria della Misericordia". Il territorio circostante il comune di Martina Franca hanno origini storiche molto antiche ed ospita la suggestiva Grotta Fellone, abitata dall'uomo nel Neolitico Medio e sporadicamente nell'Età del Bronzo. |
NOCI
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Noci
è cittadina edificata su una collina della cosiddetta "Murgia dei Trulli", territorio caratterizzato dalla presenza di tipiche architetture e strutture rurali, trulli e masserie.Continua a leggere...Il comune di Noci rientra nella zona della "comunità montana della Murgia Barese Sud-Est" , in quanto edificato su una collina con altitudine (ca. 400 metri s.l.m.) superiore a quella dei comuni limitrofi.Le prime notizie riguardo le origini della città risalgono agli anni della seconda metà del VI secolo quando sulla collina dove attualmente sorge Noci, sarebbe stata eretta una cittadella di carattere militare. Alla fine dell'XI secolo, fu la dominazione normanna in Terra di Bari a fondare un vero e proprio nucleo cittadino. Tale centro fu eretto attorno a una torre normanna che è poi stata trasformata in un campanile. Le origini Normanne e lo sviluppo del borgo in età feudale sono testimoniate dalla tipica struttura urbanistica medievale del centro storico, caratterizzato dalla presenza delle gnostre, chiostri, piccoli slarghi chiusi su tre lati e con il quarto che si affaccia sulla strada principale. Cosa visitare a Noci: il centro storico è caratterizzato dalla presenza delle "Gnostre", piccoli cortili aperti che si affacciano sulle viuzze del centro storico. Le gnostre nacquero come delle vere e proprie strade, successivamente chiuse tra le abitazioni che andarono ad implementarsi man mano che la popolazione aumentava. A tutt'oggi queste aree chiuse su tre lati sono una delle attrazioni più note e apprezzate per i turisti. Sempre nel centro storico, svetta quale simbolo municipale, sin dal XIX secolo, la Torre dell'Orologio . A breve distanza, è possibile ammirare la Chiesa Matrice di Santa Maria della Natività, eretta nei primi anni XIV secolo per volontà e devozione del principe di Taranto, Filippo I d’Angiò. La chiesa matrice si arricchisce di un antica facciata tardo-gotica e di un campanile; inoltre, al suo interno si possono ammirare stupende opere d’arte e architettoniche, degna di particolare nota una fonte battesimale policromo trecentesco. Espressione della devozione religiosa locale sono le numerose testimonianze architettoniche di chiese e monasteri presenti all'interno e nei dintorni della citta di Noci: Chiesa Santa Maria di Barsento, fu fatta costruire secondo la leggenda per i monaci di sant'Equizio abate da papa Gregorio Magno nel 591, presso il luogo dove sorgeva l'antico casale di Barsento, in cima ad una collinetta affacciata sul canale di Pirro (440 m s.l.m.), a circa 6 km dall'abitato; Chiesa dei Cappuccini, all'interno del centro cittadino, nata in seguito alle modifiche tra l’Otto e il Novecento apportate al vecchio convento francescano fondato nel XVI secolo; monastero benedettino della Madonna della Scala, è ubicato a circa 5 km dal centro abitato in posizione panoramica su un'altura, fu edificato nel 1930 sul luogo di un precedente monastero benedettino. Infine dobbiamo menzionare: Santuario della Madonna della Croce, ubicato a 1 km dal centro abitato, risalente al XV secolo. Al suo interno ospita l'affresco della Madonna della Croce di autore ignoto del XV secolo. La cittadina di Noci è sede di particolari eventi di natura sacra: la processione dei Misteri e del Cristo di Casaboli, in occasione della settimana santa; dal 30 aprile a 4 maggio, si celebra la festa patronale in onore della Madonna della Croce; la festa per San Rocco, vede la celebrazione dell’evento liturgico del 16 agosto, a cui segue, la prima domenica di settembre, l’omonima fiera ricca di eventi e iniziative. La seconda domenica di ottobre si celebrano solenni festeggiamenti in onore di Maria SS.ma del Rosario e dei Santi Medici Cosma e Damiano concerti bandistici, spettacoli pirotecnici e luminarie. Sono poli di attrazione al centro cittadino le numerose sagre e feste celebrate in autunno, di cui l'evento più famoso è: Bacco nelle gnostre, una manifestazione gastronomica del vino novello e delle castagne che ha luogo nelle gnostre,piccoli cortili che si affacciano sulle strade del centro storico e che, nell'occasione, fungono da luogo di aggregazione per sorseggiare un buon bicchiere di vino e per consumare qualche caldarrosta. |
OSTUNI
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Ostuni
sorge su tre colli sulle ultime propaggini della Murgia meridionale. La città vecchia di Ostuni, altrimenti detta "La Terra", si compone di case tinteggiate di calce che insieme alla particolare posizione arroccata sulle colline gli hanno valso il nome di "Città Bianca".Continua a leggere...Le origini della città di Ostuni si perde nella notte dei tempi. Il territorio di Ostuni era già frequentato nel paleolitico medio (50000-40000 anni fa). Infatti, la zona collinare su cui si erge Ostuni è sede di numerose grotte, che offrivano perfetti rifugi naturali per le comunità umane primitive.Cosa visitare ad Ostuni: il centro storico è caratterizzato dalle abitazioni completamente bianche, in quanto tinteggiate di calce, tra le quali si snodano delle viuzze, di cui molte finiscono in vicoli ciechi. L'unica strada, degna di questo nome, è la cosiddetta "Via Cattedrale" che divide in due parti l'intero centro storico della città di Ostuni. Al termine della via del centro storico è possibile ammirare l’Arco Scoppa e l’imponente Cattedrale di Ostuni. Infine, scendendo per la gradinata che porta direttamente agli scorci più antichi e peculiari della città, si giunge alle mura aragonesi di Ostuni , che cingono la città vecchia, rafforzate da torrioni circolari. A est delle "mura aragonesi" si apre la Porta di San Demetrio (XV secolo), mentre sul lato ovest Porta Nova(XV secolo). In questo punto della città si ha una perfetta visuale del paesaggio circostante Ostuni, caratterizzato da verdeggianti uliveti incorniciati dal mare cristallino. Piazza della Libertà, nel centro storico, riveste il doppio ruolo di luogo turistico, infatti costituisce il centro della movida data dalla presenza di numerosi locali, ed importante centro culturale della città di Ostuni, dove sorgono: Il Palazzo di città (ex monastero francescano); la Chiesa di San Francesco d'Assisi (edificata nel 1304 in stile gotico); la Chiesa dello Spirito Santo (risalente ai primi anni del 1600) e l'Obelisco di Sant'Oronzo, monumento simbolo di Ostuni (edificato nel 1771 ca. da Giuseppe Greco, altezza di circa 21 metri, noto come "La guglia"). Il borgo antico, inoltre, ospita al suo interno dimore signorili storiche dall'eccellente stato di conservazione che offrono uno squarcio della caratteristica struttura urbanistica di Ostuni: Palazzo ducale Zevallos in tipico stile barocco;Palazzo Siccoda del 1575;gli edifici del Palazzo Vescovile e del vecchio Seminario all'interno della piazzetta della Cattedrale e collegati dall'Arco Scoppa; in vico Castello, si incontrano scarsi resti del castello, eretto nel 1148 da Goffredo III, conte di Lecce e di Ostuni, e demolito nel 1559 per far posto all'episcopio; infine, in tutto il borgo antico si incontrano prestigiosi palazzi di storiche famiglie nobili della città di Ostuni (Aurisicchio, Ayroldi, Bisantizzi, Falghieri, Ghionda, Giovine, Jurleo, Palmieri, Petrarolo, Siccoda, Urselli, Zaccaria). La devozione religiosa della popolazione locale è testimoniata dalle numerose chiese edificate sia all'interno della cinta muraria (Duomo di Santa Maria Assunta, Chiesa dello Spirito Santo, Chiesa di San Vito Martire) che in posizione periferica (Chiesa del Carmine, Chiesa Santa Maria della Stella). Particolare interesse storico ed archeologico rivestono: il Museo Civico di Ostuni, inaugurato nel 1989 all'interno dell'ex monastero di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, contiene reperti appartenenti all'età messapica, medievale e moderna, reperiti nelle zone adiacenti ad Ostuni; il Dolmen di Montalbano ( noto localmente come Tavola dei Paladini) situato in contrada "occhio piccolo" nel territorio di Fasano, presso l'abitato di Montalbano di Fasano; Torre San Leonardo, una torre di avvistamento antisaracena situata in località Pilone; il Castello di Villanova d'età medioevale (XIII sec.) sorge presso il mare, ove si apre un porticciolo. In particolare, il museo contiene al suo interno reperti originali provenienti dal "Parco archeologico e naturalistico di Santa Maria D'Agnano", che presenta i resti di un insediamento messapico e conserva la grotta-santuario rilevante per il ritrovamento delle ossa della "Gestante di Ostuni", giovane donna partoriente di 25 000 anni fa. Il territorio circostante la città di Ostuni è costellato di numerose masserie, alcune di importanza storico-architettonica e fondamentali per comprendere le strutture sociali e produttive della Valle d'Itria: Masseria Santa Caterina (XVI-XIX secolo); Masseria Lo Spagnulo di origine medioevale; Masseria Carestia (1754-1777); Masseria Ottava (XII secolo); Masseria Cappuccini (XVII secolo); Masseria Ferri (XVIII secolo). Il litorale di Ostuni rappresenta una delle località di maggiore attrazione turistica balneare della puglia dove è presente la maggiore varietà di strutture ricettive presenti capace di soddisfare le più svariate esigenze turistiche. Il Parco naturale regionale "Dune costiere" è un’area naturale protetta situata a circa dieci chilometri dal centro di Ostuni e che si estende da Torre Canne a Torre San Leonardo , comprendendo le note località costiere di Pilone, Rosa Marina , Monticelli, Villanova e Costa Merlata. Ostuni è luogo di celebrazione di eventi di natura sacra durante tutto l'anno, degni di particolare nota sono: la Festa di San Biagio celebrata il 3 di febbraio e la Festa della Madonna della Nova, che ricorre la domenica successiva alla Pasqua. Nel centro cittadino si organizzano anche numerose manifestazioni e sagre , in particolare nel periodo estivo e nei mesi di luglio ed agosto: la "Sagra dei Vecchi Tempi" celebrata nelle pittoresche stradine del centro storico in occasione del Ferragosto e la "Cavalcata di S. Oronzo" celebrata nei giorni del 25, 26 e 27 agosto, manifestazione tradizionale riproposta in occasione della solenne processione dedicata a Sant'Oronzo, protettore della città di Ostuni dalla metà del XVII secolo. |
PUTIGNANO
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Putignano
sorge su tre colli nella Murgia dei trulli e delle grotte nel territorio della Valle d'Itria.Continua a leggere...Le origini di Putignano si fanno risalire ad un antico centro peuceta, secondo le testimonianze offerte da numerosi reperti archeologici.In assenza di ulteriori testimonianze della storia antica di Putignano, si ipotizza che abbia prosperato durante l'età della Magna Grecia, fino a diventare, successivamente, un municipium romano. In età medioevale, intorno all'anno mille,il territorio di Putignano divenne proprietà dei monaci benedettini. Per più di sette secoli Putignano è stata "nullius", cioè alla diretta dipendenza del Papa per il potere spirituale e temporale, tramite il governo dei Benedettini per 200 anni e dei Cavalieri di Malta fino al 1808.Cosa visitare a Putignano: il borgo antico di Putignano ha una forma ellittica, protetto nei secoli da possenti mura ormai scomparse e da un ampio fossato che nel XIX secolo fu trasformato in un ampio estramurale. Il centro storico è un un labirinto di stradine strette e tortuose che conducono ad un elegante corteo di palazzi storici che si raccolgono intorno a Piazza Plebiscito , dove si trova il Palazzo del Balì, un tempo residenza dei Cavalieri di Malta e ora museo civico,la Chiesa Matrice intitolata a San Pietro Apostolo e il “Sedile”, il nome della sede del Governo Comunale fino al 1835. L'accesso al centro storico di Putignano lungo le antiche mura era consentito attraverso: la "Porta Barsento", con l'uscita orientata in direzione di Alberobello; la "Porta Nuova", collocata in direzione dell'uscita verso Castellana Grotte; la "Porta Grande", la porta principale di ingresso al borgo antico in direzione di Noci-Gioia del Colle. Il centro storico di Putignano è costellato di numerose chiese, a testimonianza della vocazione religiosa della popolazione: Chiesa di San Pietro Apostolo (XI sec.), Chiesa di Santa Maria La Greca (XII sec.), Chiesa Monastero di Santa Chiara (XVI sec.), Chiesa del Convento delle Carmelitane scalze (XIV sec.), Chiesa dei Santi Medici Cosma e Damiano (XVI sec.), Chiesa di San Lorenzo o della Visitazione di Maria d'epoca medioevale, Chiesa di Santo Stefano Piccolo (XV sec.), Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli(XVI sec.), Chiesa della Maddalena (XVIII sec.), Chiesa di San Domenico (XVII sec.), Convento dei Cappuccini (XVII sec.), Chiesa della Madonna del Carmine (XVII sec.). Degne di nota sono anche le chiese rupestri edificate in prossimità del centro cittadino: Grotta di San Michele in Monte Laureto(VI sec.), Chiesa rupestre della Madonna delle Grazie (XVI sec.), Chiesa di San Biagio (XX sec.). Putignano è il posto ideale per godere del paesaggio carsico che caratterizza l'intero territorio della Puglia, infatti nel suo territorio comunale si conoscono oggi circa trenta cavità di grossa importanza sia culturale (ad esempio la Grotta di San Michele,luogo di culto) che scientifico, in quanto in alcune di esse sono stati rinvenuti rari esemplari di fauna cavernicola. La Grotta del Trullo è la più famosa e visitata grotta carsica putignanese; è stata scoperta il 26 giugno 1931, durante alcuni lavori di scavo che hanno segnato l'inizio di ogni attività di esplorazione e ricerca nell'intera regione. Il "Carnevale di Putignano" è La manifestazione cittadina più longeva e conosciuta. Infatti, il carnevale di Putignano rappresenta il più antico d'Europa ed uno dei più lunghi di tutto il mondo, in quanto ha inizio il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, con le cosiddette "Propaggini". Farinella è la maschera iconica del Carnevale putignanese. Infine, Putignano, come tutto il resto dei centri cittadini pugliesi, offre una vasta offerta gastronomica di prodotti e piatti tipici della cucina locale (orecchiette con le cime di rapa, fave e cicorie, grano con olio e formaggio, polpette di pane, braciole classiche o di asino e agnello con patate)proposti nelle numerose attività di ristorazione presenti sul territorio putignanese. |
SAN MICHELE SALENTINO
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San Michele Salentino
sorge in un territorio che vanta frequentazioni di popolazioni da epoche preistoriche .Continua a leggere...E’ stata accertata la presenza dell’uomo di Neanderthal (paleolitico medio. 185.000-35.000 a.C.) presso la grotta sita in contrada Augelluzzi, e nelle vicinanze della stessa sono stai rinvenuti resti di un villaggio capannicolo dell’ età del bronzo (tra il IX e il VII secolo a. C.).Le origini di San Michele Salentino si fanno risalire ai primi decenni del XVII secolo quando il conte di Mola e barone di San Donato creò attorno a una masseria preesistente un piccolo villaggio e lo popolò con novanta famiglie di emigrati dalla Schiavonia, una penisola balcanica. Tale origine giustifica il nome di "Masserianova" attribuita fino a qualche decennio fa a San Michele Salentino. A partire dalla metà del XVIII secolo le sorti di San Michele Salentino furono collegate al più popoloso centro di Ceglie Messapica. Alla fine della feudalità in età napoleonica nel XIX secolo, il piccolo centro di San Michele Salentino fu aggregato al comune di San Vito degli Schiavoni, oggi denominato San Vito dei Normanni. Dal 1912 gli ormai numerosi abitanti di San Michele Salentino manifestarono il desiderio di slegarsi dal centro amministrativo di San Vito dei Normanni, ottenendo l’elevazione a comune di San Michele Salentino con Regio Decreto emesso il 2 ottobre del 1928 da Vittorio Emanuele III. Cosa visitare a San Michele Salentino: nel centro storico di San Michele Salentino incontriamo la Pinacoteca “Salvatore Cavallo”, a pochi passi dalla Villa Comunale e dal Palazzo Comunale, fondata negli anni ’80, ospita una ricca sezione monografica dedicata all’artista sammichelano Stefano Cavallo. In piazza Dante ci si imbatte nella Chiesa Madre, edificata tra il 1876-1882, e che espone due lastre marmoree sulla sua facciata, le quali pongono in rilievo dei momenti importanti nella storia della fondazione del paese; e poco distante, la Chiesa di San Michele Arcangelo (1935) si presenta nel cuore del centro storico del comune con un aspetto neoclassico. Nelle campagne circostanti San Michele Salentino, si incontrano le tipiche masserie sammichelane a testimoniare antichi mestieri e sapori del territorio: Masseria Augelluzzi, in contrada Augelluzzi, dove è possibile assistere al procedimento tradizionale della produzione casearia locale; Masseria Cotugni e Masseria Archinuovi che rappresentano due dei diversi centri di produzione e insediativi del passato sammichelano, purtroppo in evidente stato di abbandono. Sempre in contrada Augelluzzi, ci si immerge nel Parco Naturalistico Augelluzzi in escursioni che consentono di scoprire esemplari di flora e fauna tipica della macchia mediterranea. A San Michele Salentino, verso fine estate, si celebra il "Festival del Fico Mandorlato", uno dei prodotti più apprezzati del territorio e riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale dal Ministero delle Politiche Agricole. |
SAN VITO DEI NORMANNI
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San Vito dei Normanni
sorge nella parte nord-orientale della pianura salentina, ricca di querce e olivi secolari ove i caratteristici muretti a secco suddividono le proprietà terriere. Il centro di San Vito dei Normanni è compreso nel territorio della Valle d'Itria a breve distanza delle più note spiagge e litorali della costa Adriatica.Continua a leggere...L'origine preistorica di San Vito dei Normanni è controversa:la presenza umana durante l'età del bronzo sarebbe attestata dal ritrovamento dei resti di trenta sepolture e varie ceramiche datate 1800 a.C. - 1700 a.C. in località Mondescine; inoltre, recentemente sono stati ritrovati insediamenti preistorici (XVIII- IV secolo a.C.) nelle contrade Castello e Paretone. Il primo documento ufficiale che attesta l'esistenza della città è di età medioevale: una pergamena del 1180 in cui, viene citato, oltre Ostuni e Carovigno, anche il casale di San Vito dove,sul finire del X secolo, una colonia slava, gli Schiavoni, si insediò nel territorio di "Castri Sancti Viti". Nel corso dei secoli la cittadina ha avuto diversi nomi: da San Vito degli Schiavi o Schiavoni a San Vito, o anche San Vito in Terra d'Otranto. Con Regio Decreto del 13 dicembre 1863 assunse l'attuale denominazione di San Vito dei Normanni. Dal 14 aprile 1994,un decreto del Presidente della Repubblica ha riconoscito il titolo di città al comune di San Vito dei Normanni.Cosa visitare a San Vito dei Normanni: il centro storico di San Vito dei Normanni si districa attraverso una fitta rete di vicoletti e stradine che si snodano tra basse e vecchie abitazioni, nonchè antichi palazzi e chiese barocche. Il centro storico di San Vito dei Normanni mantiene ancora oggi l’impianto urbanistico medioevale sviluppandosi in modo concentrico intorno allo storico "Castello Dentice di Frasso", che nel corso della sua storia ha visto susseguirsi diverse famiglie fino a diventare la dimora della famiglia Dentice di Frasso i cui discendenti sono ancora oggi i proprietari del palazzo. Il centro storico è dominato dalla "Torre Quadrata", un chiaro esempio di architettura militare medievale, edificata nell’XI secolo. Il centro di San Vito dei Normanni è pieno delle testimonianze della vocazione religiosa della popolazione locale: Chiesa di Santa Maria della Vittoria, o Chiesa Madre, in ricordo della battaglia di Lepanto del 1571, è un gioiello architettonico di fine Cinquecento, anche se è stata snaturata dai restauri del '700; Chiesa di San Giovanni Evangelista (XV secolo); Chiesa di Santa Maria della Mercede (XVIII sec.); Chiesa di Santa Maria delle Grazie , detto "Il Convento" (XVI sec.); Chiesa dell'Annunziata, detta anche chiesa di San Domenico (XVI sec.); Chiesa di San Michele Arcangelo (XX sec.); Chiesa di Santa Maria della Pietà, detta anche "chiesa dell'Ospedale" (XVI sec.); Chiesa di Santa Rita (XX sec.); Chiesa di Santa Teresa (XIX sec.). Il territorio sanvitese è disseminato di insediamenti rupestri realizzati da monaci bizantini fuggiti da Oriente, che trovarono rifugio nel territorio sanvitese, possiamo annoverare: la Grotta di San Biagio, la Cripta di San Nicola, la Cripta di San Giovanni e la Cripta di Santa Maria di San Giacomo al casale. Nelle vicinanze di San Vito dei Normanni è possibile visitare diversi luoghi di particolare interesse naturalistico e turistico: la riserva naturale di Torre Guaceto, lungo la costa adriatica una delle più belle aree naturali protette della Puglia, che si estende per circa 1.200 ettari e che comprende una parte terrestre e una marina; Specchiolla, Torre Santa Sabina e Costa Merlata, le spiagge più belle e caratteristiche che si incontrano percorrendo il litorale adriatico. La città di San Vito dei Normanni vanta una vasta tradizione gastronomica di piatti tradizionali unici: "maranciani chini" (melanzane ripiene), "favi e fogghi" (fave con le verdure), "li gnummarieddi" o "turcinieddi" (spiedini di carne locali). San Vito dei Normanni è famosa anche per la sua produzione agricola lodale di vino e olio, rientrando a far parte della "Strada dell’olio Collina di Brindisi" e della "Strada del vino Appia dei vini". Tra gli eventi che hanno luogo nella città di San Vito dei Normanni, bisogna menzionare: la festa patronale celebrata il 15 giugno in onore dei santi patroni del paese, "San Vito" e "San Vincenzo Ferreri"; la "Sagra di Ferragosto" dove si possono gustare i tipici prodotti del territorio e divertirsi ballando la “pizzica” nella piazza del paese. |
VILLA CASTELLI
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Villa Castelli
si estende in un territorio facente parte dell'area sud-occidentale dell'altopiano delle Murge, compreso tra la valle d'Itria e il Salento, in una zona collinare al confine con la pianura salentina.Continua a leggere...Riguardo l'origine preistorica di Villa Castelli si sono accertati almeno tre nuclei insediativi nel territorio, uno a Monte Scotano, un altro a Monte Fellone e un ultimo, più noto, a Pezza Petrosa. Inoltre, il territorio circostante Villa Castelli presenta numerose "specchie", in corrispondenza di confini tra i territori messapi e tarantini. Tra isecoli XVI e XVII, "Li Castelli" fu una delle più grandi tenute dell'agro di Francavilla, dove fu realizzato, dai feudatari della zona (famiglia degli Imperiali) un allevamento di cavalli di razza, che fu assai fiorente alla fine del XVIII secolo. Dalla fine del XVIII secolo, il territorio di "Li Castelli" passò sotto il dominio del duca di Monteiasi. Agli inizi delXIX secolo, la denominazione "Li Castelli" o "Monte Castelli" fu sostituita con quella di Villa Castelli, con riferimento alla ville (città in francese), e a somiglianza di Francavilla, della quale Villa Castelli era frazione. Villa Castelli fu riconosciuto comune nel 1926. Cosa visitare a Villa Castelli: Il centro storico riproduce l'atmosfera tipica dei centri della Valle d'Itria, stradine strette che confluiscono in piccole piazze, le case bianche con imposte colorate, elementi architettonici di grande interesse come chiese di pregio e antiche costruzioni nobiliari.Il "Castello" è la più antica torre di età medievale (XIII sec.), sito in Piazza Municipio, è oggi sede del municipio, della galleria d'arte comunale e del museo archeologico municipale. Inglobata nella facciata del palazzo municipale ritroviamo la "Torre dell'orologio" risalente ai primi del Novecento e lungo tutto il centro storico si possono inglobare "Meridiane" di fattura ottocentesca, di cui la più nota è sita in via Fratelli Bandiera. Il centro storico di Villa Castelli custodisce le testimonianze architettoniche della fede religiosa degli abitanti: Chiesa dell'Immacolata edificata nel 1823; Chiesa San Vincenzo de Paoli, i cui lavori ebbero inizio nel 1898; Chiesa del Crocefisso, è la più antica struttura religiosa del centro abitato datata al 1822. Il santuario del Calvario sorge ai piedi del Montecalvario ed ospita una statua del Cristo nel sepolcro. Il comune di Villa Castelli è attraversato da una gravina, facente parte del "Parco naturale Terra delle Gravine", riconosciuto quale area protetta dal 2005. All'interno della gravina si ritrova un "frantoio ipogeo", risalente al XVIII secolo e realizzato nelle grotte della gravina. La gravina di Villa Castelli venne superata dal "Ponte vecchio" a nove arcate in pietra, realizzato da maestranze locali negli anni trenta del XX secolo con l'obiettivo di aprire la strada ad una nuova zona di espansione urbanistica, la zona Lizzito. Nelle campagne circostanti Villa Castelli, si incontrano alcune cappelle rupestri costruite sul ciglio delle strade, per lo più erette tra l'inizio dell'Ottocento e gli inizi del secolo successivo. In territorio di Villa Castelli si trovano numerose masserie, alcune delle quali fortificate: "Antoglia" , in cui spicca una torre merlata (Torre dell'Antoglietta) del XIV secolo protetta da alte mura di corte; "Fallacchia", conserva tracce delle originarie strutture difensive del XVIII secolo; "Sciaiani Piccola"(XVIII sec.); "Puledri"(XVIII sec.),denominazione dovuta dall'essere in passato di allevamento di cavalli;"Montescotano" nei pressi dell'omonimo colle, i cui terreni sono citati in atti notarili del XVII secolo relativi a Ceglie Messapica. Ulteriori masserie fortificate degne di nota: "Abate Carlo"; "Carnevale"; "San Barbato"; "Renna"; "Tagliavanti"; "Sant'Eramo"; masseria "Sciaiani Piccola e Grande". Il territorio circostante Villa Castelli riveste particolare importanza storica in quanto sede di numerose aree archeologiche: la necropoli di "Pezza Petrosa" sede dell'omonimo museo archeologico; la "sala delle lucerne", in località Monte Scotano ; la necropoli di "Pezza le Monache"; la "grotta di Monte Fellone" è nell'omonima località. Villa Castelli, agli inizi del mese di ottobre di ogni anno, celebra una festa dedicata ai santi patroni della città,il Sacro Cuore di Gesù e la Vergine Santissima della Fontana, durante la quale le vie del paese sono animate da una grande fiera cittadina. |
MONOPOLI
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Monopoli
sorge lungo il litorale adriatico a 40 chilometri a sud di Bari, nella zona geografica della "Terra di Bari". La città di Monopoli è conosciuta come "città delle cento contrade". Le contrade sono caratterizzate dalla presenza di antiche masserie fortificate (centri di conduzione di attività agricole), chiese e insediamenti rupestri, trulli, ville patrizie neoclassiche e case coloniche. Continua a leggere...La struttura urbanistica del centro storico di Monopoli, che si affaccia sul mare circondato da alte mura, testimonia la sua origine alto-medievale, a sua volta edificato sui resti di un abitato messapico fortificato del V secolo a.C.. Nella seconda metà del XIII secolo, la città di Monopoli conobbe la dominazione degli Angioini e successivamente quella aragonese per passare sotto la dominazione veneziana nel 1484. La città passa dopo pochi anni da Venezia ai francesi. Nel XVI secolo, successivamente alla pace con Venezia, la città passa pacificamente in mano a Carlo V d'Asburgo. Dalla metà del XVII secolo in poi, Monopoli seguì le sorti del resto del Mezzogiorno sottomessa alla dominazione dei Borbone, e quindi l'annessione al Regno d'Italia nel 1860.Cosa visitare a Monopoli: il centro storico si sviluppa a partire dal "Borgo", nome tradizionale attribuito alla centrale Piazza Vittorio Emanuele, tra le più grandi di Puglia e d'Italia (1796),con vie costellate da botteghe, negozi e graziosi locali che si diramano fino alla costa lambita dal mare adriatico. A partire dal borgo,si giunge alla maestosa "Basilica Cattedrale Maria Santissima della Madia", eretta nel XV secolo sui resti di un’antica cattedrale romanica, Sotto l'attuale Cattedrale sono ancora conservati resti della cripta della Cattedrale romanica insieme a testimonianze archeologiche ,datate dal XVI secolo a.C. fino al XVIII secolo d.C, inserite nel percorso archeologico del "Museo della Cripta di Romualdo". Nei pressi del porto è visibile il , "Castello di Carlo V" edificato in riva al mare durante la dominazione spagnola a protezione del porto antico e la "Caserma spagnola" costruita a spese della cittadinanza nel XVI secolo per l'alloggio dei soldati spagnoli ed attualmente sede di biblioteca. Il sistema difensivo costiero monopolitano venne completato alla fine del XVI secolo con l'edificazione di torri sulla riva del mare: Torre Cintola , Torre San Giorgio e Torre D'Orta. La "Piazza XX Settembre", piazza intitolata al 20 settembre 1870 ("Breccia di Porta Pia"), costituisce l'elemento urbanistico di congiunzione tra il "borgo murattiano" e il centro storico medievale, nel suo sottosuolo sono stati ritrovati i resti del poderoso bastione di San Domenico e tutto il complesso di mura che costituivano il sistema di fortificazioni del lato ovest della città di Monopoli. Il centro storico di Monopoli conserva palazzi e dimore di importanti famiglie nobiliari: Palazzo Palmieri (secolo XVIII),dotato di oltre 100 stanze e sorge isolato sul lato est della omonima piazza, la più antica della città; Palazzo Martinelli (secolo XVIII) domina il porto antico caratterizzato da un loggiato con otto arcate ogivali in stile neogotico, eretto su tre arconi, ed una balconata con balaustrini. Nel centro urbano ed immediatamente extraurbano di Monopoli sono pesenti numerosi edifici sacri (chiese, conventi e monasteri) a testimoniare la vocazione religiosa della popolazione in ogni epoca della sua storia locale: Chiesa e monastero di San Martino (X sec.); Chiesa e convento di San Francesco D'Assisi(XVI sec.); Chiesa e convento di San Domenico(XVI sec.); Chiesa e convento di Santa Teresa o Conservatorio della Casa Santa (XVII sec.); Chiesa e convento di San Giuseppe e Anna (XVII sec.); Chiesa e convento di San Leonardo (XVIII sec.); Chiesa e convento di Sant'Antonio da Padova (XVII sec.); Chiesa di San Pietro (IV sec.); Chiesa di San Salvatore (III-IV sec.); Chiesa di Santa Maria del Suffragio o Della Natività di Maria (XVII-XVIII sec.); Chiesa e Convento di San Nicola in Pinna (X sec.); Chiesa e convento di San Francesco da Paola (XVII sec.); Chiesa di Santa Maria Amalfitana (XI sec.). Inoltre, l'interno del centro urbano di Monopoli, è ricco di siti archeologici di particolare interesse: il percorso archeologico della Cattedrale, facente parte del "Museo della Cripta di Romualdo", consente di visitare il villaggio dell'età del bronzo (XVI a.C.), la necropoli messapica (V-III secolo a.C.) e paleocristiana (VI-VII secolo d.C.), la cripta di Romualdo (XII secolo d.C.), il sepolcreto dei vescovi (utilizzato a partire dalla fine del XVIII secolo d.C.). Testimonianze della storia monopolitana dal XVI secolo a.C. al XIII-XVIII secolo d.C.sono state ritrovate nella chiesa di Santa Maria Amalfitana. Al di sotto di numerosi monumenti e piazze del centro cittadino di Monopoli sono emersi resti archeologici risalenti a varie epoche della storia cittadina: sotto il Castello Carlo V, resti archeologici dal XVI a.C., di fortificazioni del V secolo a.C., la porta romana del I secolo a.C., strutture varie dal X secolo d.C. al XVII secolo d.C; nel sottosuolo di Piazza Palmieri,strutture e reperti dal XVI secolo a.C. al XVI secolo d.C; da scavi archeologici in Piazza Vittorio Emanuele sono emersi un cimitero e monastero medievale del XV secolo d.C.; infine, nella Piazza XX settembre sono emersi resti di mura urbane del XII secolo d.C., mura urbane e il bastione di San Domenico della cinta muraria del XVI secolo d.C. L'agro monopolitano risulta particolarmente esteso e popolato, nonchè distinto in numerose "Contrade": tipo di insediamento a nucleo sparso, caratterizzato dalla presenza di una chiesa o di una masseria o ancora di un casale, e dalle case che si sviluppano in maniera disordinata in strade attorno al punto di riferimento più o meno centrale. Tra le numerose contrade dell'agro di Monopoli spiccano: Impalata, Santa Lucia, Gorgofreddo, Cozzana, Antonelli, Virbo, San Bartolomeo, Sant'Antonio d'Ascula, Capitolo. Particolare interesse, per comprendere la struttura e la storia dell'agro monopolitano, rivestono le "Masserie fortificate", che sorsero in un periodo compreso tra il 1610 e il 1690, presentando una torre come nucleo centrale della masseria a scopo difensivo. Ad oggi è possibile visitare nell'agro monopolitano, le masserie fortificate di: Masseria Caramanna (XVII sec.); Masseria Spina Grande (XVIII sec.); Masseria Spina Piccola (XV sec.); Masseria Garrappa (XVI sec.); Masseria Conchia (XVII sec.); Masseria Cavallerizza (XV-XVI sec.); Masseria Petrarolo (XVII sec.). L'agro monopolitano conserva anche importanti edifici sacri: Chiesa di Sant'Angelo in Francisto o Frangestro (XI sec.) e Chiesa di Cristo delle Zolle (XVII sec.). Inoltre, anche nell'agro monopolitano come nel centro urbano, sono presenti siti archeologici: Grotta delle Mura, grotta di Cala Corvino e di Cala Camicia dove numerosi ritrovamenti di manufatti dimostrano che il territorio monopolitano era abitato sin dalla preistoria; in Contrada Baione, sono venuti alla luce resti di una villa romana con piccole terme; il Parco della via Traiana diviso in tratto urbano, tratto Torre Cintola, tratto Torre San Giorgio; infine, in Contrada Tortorella - S.Michele, attorno alla chiesa di Sant'Angelo in Francisto o Frangesto sono emersi resti di villaggio altomedievale e di un monastero benedettino. E' doveroso precisare che l'agro monopolitano in età medioevale era ricco di villaggi agricoli detti "casali", da cui sono derivati alcuni nomi delle attuali "contrade": l'ultimo resto del grande e antico casale di Frangestro coincide con chiesa di Sant'Angelo in Francisto o San Michele di Frangesto (Ecclesia S.Angeli de Frangestro), attualmente corrispondente alla Loggia di Pilato, in contrada Tortorella. Oltre alla sua ricca storia, Monopoli e la sua costa offrono un paesaggio marino tipico della macchia mediterranea, offrendo lungo le sue coste numerose calette dove poter fare il bagno in acque limpide e cristalline: Cala porta vecchia, Cala tre buchi, Porto Ghiacciolo e la frazione di Capitolo, a pochi chilometri dal centro urbano di Monopoli. Monopoli, sotto l'aspetto gastronomico, oltre ai piatti tipici pugliesi (taralli, focacce, patate riso e cozze, panzerotti, braciole, olive fritte, timballi, pesce e crostacei fritti e così via) offre piatti tipicamente monopolitani: orecchiette preparate con semola di grano duro o con il "grossetto"; il "cjambotto", zuppa di pesce assortito; l'"ingrapiata", di fatto un macco con fave e cicorie; polpo in pignatta; alici marinate e tante altre specialita di mare. I riti e le feste celebrate nel centro urbano di Monopoli hanno carattere squisitamente religioso: Festa patronale Madonna della Madia (14 - 15 e 16 agosto, 16 dicembre); Festa di San Giuseppe (19 marzo); Fiera dell'Annunziata (25 marzo); Festa dei Santi Medici (9 - 10 e 11 giugno); Festa di S.Anna (26 luglio). Durante l'intera estate e gli inizi d'autunno, nelle contrade dell'agro monopolitano si celebrano feste e sagre a tema enogastronomico: Sagra del panzerotto e frittella farcita (contrada Impalata); Sagra della vera frittella farcita (contrada Sicarico); Sagra del panzerotto (contrada S.Lucia); La vallata del folklore - Degustazioni enograstronomiche (contrada Ciporrelli); Sagra del panzerotto e della frittella farcita (Festa di Santa Chiara in contrada Capitolo); Sagra del panzerotto (contrada L'Assunta); Sagra delle orecchiette e frittella farcita (contrada Antonelli); Festa in contrada Cozzana; Festa in contrada Laghezza. |
POLIGNANO
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Polignano a Mare
sorge lungo il litorale adriatico a 33 chilometri a sud di Bari su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare Adriatico.Continua a leggere...Nel territorio di Polignano a mare si sono rinvenuti segni evidenti della presenza dell'uomo risalenti al Neolitico, nella zona di Santa Barbara (VI - V millennio a.C.), e nell'Ipogeo Manfredi (IV millennio a.C.), e costituisce uno degli insediamenti preistorici più significativi della Puglia centrale. Infatti, indagini archeologiche hanno rivelato l'esistenza di un villaggio risalente all'età del bronzo che, grazie alla sua posizione e agli approdi naturali, divenne un importante scalo portuale. In età antica, Polignano, fu frequentata da diverse popolazioni (iapigi,corinzi e attici), per diventare importante punto strategico per la potenza di Taranto, agli inizi del III secolo a.C. In età alto medioevale, Polignano fu sotto la giurisdizione dell'Impero Bizantino, adottando la religione ortodossa, per passare sotto il dominio Normanno fino al XII secolo. Subì la dominazione angioina, per passare nel XVI sotto l'egida di Venezia per vent'anni, dopodicchè ceduta all'imperatore di Spagna Carlo V. La dominazione spagnola giunse fino a tutto il XVIII secolo, comprendendo Polignano nel Regno delle Due Sicilie.Cosa visitare a Polignano a Mare: si giunge al centro storico di Polignano, attraversando il ponte della Via Traiana al di sopra della la profonda insenatura immediatamente a nord del centro storico, Lama Monachile (o Cala Ponte). Lama Monachile è la location scelta per ospitare numerose edizioni della competizione di tuffi più spettacolare al mondo: "Red Bull Cliff Diving World Series". L'accesso al centro storico di Polignano è aperto dall' Arco Marchesale, conosciuto anche come Porta Grande, che a partire dal XVIII secolo costituiva l'unica via di accesso al paese protetto da una cinta muraria, già edificata nel XVI secolo. Attualmente, al di sopra dell'Arco Marchesale, è possibile intravedere i resti della chiesetta di San Giuseppe del XV secolo. Oltrepassato l'Arco Marchesale, si trova la chiesa Matrice di Polignano, dedicata alla Madonna dell’Assunta, affacciata sulla piccola piazza Vittorio Emanuele. Nel centro di Polignano a Mare, lungo via Giudea, dove era il ghetto ebraico, si affacciano la Chiesa del Purgatorio in via Mulini, dove esisteva già dal XV secolo una cappella dedicata a San Martino. Nel borgo antico di Polignano, si incontrano anche la Chiesa di Sant'Antonio (XVI sec.) nell'omonimia piazza e la Chiesa di San Cosma e Damiano (XIX sec.), a testimoniare la vocazione religiosa della popolazione locale. Nella frazione di San Vito, sulla costa a nord del paese, proprio a ridosso del porticciolo si staglia l'imponente complesso dell'abbazia dei Benedettini: l'Abbazia di San Vito, progettata nel X secolo. Proseguendo nei vicoli del centro, si giunge alla balconata da cui è possibile vedere il muro frastagliato di falesie e scogliere che circondano Polignano, nascondendo una serie di grotte marine: Grotta della Rondinella, Grotta Palazzese, all'interno della quale ha sede l'omonimo ed esclusivo ristorante, la Grotta dell’Arcivescovado e la Grotta delle Monache. Dal ponte borbonico di Lama Monachile, si scende alla cosiddetta "spiaggia del desiderio",la spiaggia più famosa di Polignano, posta nell’antico letto di un fiume, che un tempo sfociava nell’Adriatico, ora è asciutto, all’interno di una delle cosiddette lame, una sorta di fiordo che taglia l’alta muraglia di falesie che circondano Polignano. Sul Lungomare di Polignano domina la statua del cantante Domenico Modugno, alta tre metri e realizzata dallo scultore Hermann Mejer, per celebrare i natali di uno dei cittadini più illustri. Il territorio circostante la cittadina di Polignano conserva insediamenti archeologici di notevole interesse: sito di Santa Barbara, insediamento neolitico distante circa 2 km dal centro abitato in cui è presente una grotta carsica denominata di Sancta Barbara dove è testimoniata la presenza dell'uomo già dal IV millennio A.C. Il sito archeologico di Madonna di Grottole distante circa 3 km dal centro abitato e costituisce uno dei siti archeologici più antichi della Puglia. Infine, Torre Incina, sita nella Cala Incina, tra Polignano e Monopoli è una tra le più interessanti torri costiere edificate nel XVI secolo durante la dominazione spagnola sul territorio della Terra di Bari. Il territorio interno di Polignano, come la vicina Monopoli, ospita numerose "masserie", dimore rurali che intorno al XVII secolo furono il centro di organizzazione del lavoro agricolo e pastorale: Masseria San Martino, Masseria Basile-Pellegrini, Masseria Bellini, Masseria Bellipario, Masseria Cannone-Baldassarre, Masseria Chiantera-Comes, Masseria Crocifisso, Masseria De Nigris, Masseria La Greca, Masseria Pozzovivo e Masseria Tubiola. Polignano a mare, inoltre, offre nelle vie del suo centro storico, nei locali dediti alla ristorazione, i prodotti enogastronomici tipici della Terra di Bari: crudità di mare, riso, patate e cozze, nonchè delle specialità tipicamente locali come la carota di polignano ed a fine pasto il caffè "Speciale",secondo la ricetta esclusiva del posto: un caffè zuccherato con aggiunta di scorza di limone, panna e amaretto, servito rigorosamente in un bicchierino di vetro. Tra gli eventi religiosi celebrati a Polignano a mare: la festa del santo patrono San Vito, nei giorni 14 e 15 giugno di ogni anno. |
BARI
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Bari
si affaccia sul Mare Adriatico per una lunghezza territoriale e comunale di circa 40 km. Il territorio del comune di Bari è situato al centro di una vasta area pianeggiante e depressa, denominata "conca di Bari"; mentre, nella sua parte centrale, si spinge per alcuni chilometri nell'entroterra, fino ad incontrare i primi pendii delle Murge.Continua a leggere...Le origini antiche della città di Bari sono testimoniate da resti emersi da scavi archeologici effettuati nell'area della chiesa di San Pietro,nella città vecchia; che fanno ipotizzare l'esistenza di un originario insediamento dell'età del bronzo, appartenente alla popolazione illirica dei Peucezi. Nel III secolo a.C., "Barium" passò sotto la dominazione romana ed ebbe un notevole sviluppo urbano in seguito alla costruzione della via Traiana. A partire dal IV secolo d.C., fu sede episcopale e dopo la caduta dell'Impero Romano fu possedimento Longobardo e successivamente Bizantino; infatti, l'attuale struttura della "città vecchia" risale a quest'epoca e si articolava intorno alla corte del Catapano (attuale Basilica di San Nicola). Tra l'847 e l'871 fu sede di un emirato, subendo la dominazione araba, a cui seguì quella longobarda dei duchi di Benevento. Dall' 875, Bari tornò sotto il dominio Bizantino quale capitale del "Thema di Langobardia": territorio comprendente l'Apulia e la Calabria. Nel 1002, la popolazione di Bari, sotto la guida di Melo di Bari (nobile barese), si ribellò al governo fiscale del catapano bizantino, riuscendo nel 1018 ad ottenere la propria autonomia.Nel 1068, la città di Bari fu assediata dai normanni, che la strapparono ai bizantini nel 1071. Nel 1087, le spoglie di San Nicola di Myra giunsero nella città di Bari.In epoca sveva, sotto la reggenza di Federico II ed intorno al castello da lui fatto erigere, la città medioevale di Bari conobbe un periodo di fioritura. All'età federiciana, seguì un lungo periodo di decadenza della città di Bari sotto le dominazioni angioina, aragonese e spagnola. Nel XVI secolo, Barì tornò allo splendore sotto il principato degli Sforza: nel 1556 la principessa Bona Sforza D'Aragona si stabilì a Bari, di cui aveva ereditato il principato, fino alla sua morte nel 1557. In età contemporanea, 1813 Gioacchino Murat diede inizio ad una nuova urbanizzazione della città, abbattendo la cinta muraria, creando il borgo alle porte della Citta Vecchia che conserva ancora il suo nome: "borgo murattiano". Già sotto il regno d'Italia, nel XIX secolo, alla città di Bari fu affidato il ruolo di capoluogo dell'area pugliese ed il XX secolo fu caratterizzato da un eccezionale incremento demografico e dalla edificazione di istituzioni pubbliche:Teatro Piccinni, la camera di commercio, l'Acquedotto pugliese, il Teatro Petruzzelli, l'Università degli Studi. Durante il ventennio fascista fu costruito il lungomare della città di Bari con i suoi palazzi monumentali, ancor'oggi sede di importanti istituzioni pubbliche, ed inaugurata la Fiera del Levante. La città di Bari era uno dei centri di maggiore attività politica antifascista nell'Italia occupata dagli Alleati, essendo: il 28 e 29 gennaio 1944, sede il congresso dei comitati provinciali di liberazione dei partiti antifascisti e Radio Bari che dal settembre del 1943 era diventata la prima radio dell'Italia libera dal fascismo. Cosa visitare a Bari: il centro storico della città è costituito da "Bari vecchia", come chiamata dai cittadini baresi, e dal "Borgo murattiano". La città vecchia, sita su una penisola rocciosa protesa sul mare corrisponde al nucleo primordiale di Bari con il tipico impianto urbanistico medioevale, caratterizzato da strade strette che formano una raggiera irregolare, con al centro le due chiese principali: la "Basilica di San Nicola" e la "Cattedrale di San Sabino". L'impianto urbanistico di Bari vecchia si può far risalire all'epoca della dominazione bizantina della città ed ospita i principali monumenti della città: il Castello normanno-svevo, Fortino di Sant'Antonio Abate e lunga "Muraglia" (XII sec.) che circonda tutta la città vecchia. Nella città vecchia di Bari sono conservati materiali e reperti delle civiltà indigene della regione (Daunia, Messapia, Peucezia), risalenti a periodi che vanno dalla preistoria all'età del bronzo, oltre a monili di età greca, bizantina, arabo-normanna e medievale all'interno dell'ex "Monastero di Santa Scolastica", attualmente adibito a museo archeologico di Bari. Il "Borgo murattiano" presenta una struttura urbanistica tipicamente ottocentesca con isolati “a scacchiera” e strade larghe. Nel quartiere murattiano si incontrano numerosi esempi di architettura civile: Palazzo Mincuzzi (1926-1928), Palazzo Fizzarotti (1910), Palazzo de Gemmis (XVII sec.) ; ed opere architettoniche di cultura pubbliche: il Teatro Piccinni (XIX sec.) ed il Teatro Petruzzelli (XX sec.). Il lungomare del centro di Bari costituisce uno splendido esempio di architettura ed urbanistica fascista: i palazzi affacciati sul lungomare del cosiddetto "Quartiere umbertino" sono stati edificati tra gli anni venti e trenta del '900 in "stile littorio", espressione propria del fascismo. Affacciati sul lungomare si incontrano alcuni dei più importanti edifici di architettura civile pubblica d'eta fascista: Palazzo della Provincia, Palazzo della Regione, Palazzo dell'Aereonautica ed anche un palazzo destinato a teatro cittadino, il Kursal Santalucia. All'interno del "Quartiere umbertino ", degno di nota è il "Palazzo monumentale dell'Acquedotto Pugliese". La città di Bari si estende lungo la costa adriatica ed il suo lungomare connette la riviera a nord dei quartieri San Cataldo e San Girolamo con la costa sud fino alle aree metropolitane di San Giorgio e Torre a mare, passando attraverso la penisola di "Bari vecchia". Da nord a sud, lungo la costa adriatica si ritrovano spiagge attrezzate e fruibili per giornate estive in riva al mare: dai lidi privati "Trampolino" e "San Francesco alla rena", a nord nel quartiere San Cataldo, alle spiagge libere a gestione pubblica "Pane e pomodoro" e "Torre Quetta" nella zona del lungomare a ridosso del centro cittadino, per proseguire lungo la costa rocciosa a sud di Bari nei quartieri periferici San Giorgio e Torre a Mare, il nome di quest'ultimo deriva dalla torre di avvistamento eretta in epoca medievale per segnalare l'arrivo dei pirati saraceni. Nelle strette strade di "Bari Vecchia" e nel "Borgo Murattiano", numerose attività di ristorazione e di street food che offrono i prodotti tipici della gastronomia pugliese ed in particolare barese: orecchiette, cavatelli, calzoni al forno ripieni di cipolla, acciughe sotto sale, capperi e olive; panzerotti fritti ripieni di lardo e ricotta o mozzarella; pettole alla barese; pizze rustiche, la tipica focaccia alla barese, i taralli, le friselle e le scagliozze, ossia fette di polenta fritta, Tiella alla barese di patate riso e cozze. Ogni anno l'8 di maggio si svolgono i festeggiamenti in onore del patrono della città: San Nicola. La festa patronale di San Nicola di Bari si svolge dal 7 al 10 maggio e durante questi giorni hanno luogo diverse manifestazioni religiose e folkloristiche che ripercorrono l'arrivo delle spoglie di San Nicola di Myra nella città di Bari nel 1087. La sera del 7 maggio, vigilia della festa patronale, ha luogo lungo le strade del "Borgo Murattiano" e di "Bari Vecchia" il Corteo storico di San Nicola per rievocare l'antico arrivo delle reliquie del santo nella città di Bari. L'8 maggio, giorno della festa patronale, si svolge la solenne processione in cui la statua del Santo viene portata fino al Molo San Nicola dove si tiene una celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo di Bari; dopodicchè la statua di San Nicola viene poi trasportata in mare da un corteo di imbarcazioni. Il 9 maggio, giorno successivo alla festa patronale, in seguito alla celebrazione eucaristica di saluto che ha luogo in Piazza del Ferrarese, nella cripta della basilica di San Nicola si procede ufficialmente al prelievo della santa manna (che i monaci benedettini trassero dalle ossa del santo) alla presenza di fedeli e autorità religiose e civili. Il 10 di maggio ultimo giorno di festapatronale , successivamente alla messa celebrata in Piazza del Ferrarese, la statua di San Nicola viene prelevata e solennemente trasportata in processione all'interno della Basilica. Il 6 dicembre, data della festa liturgica di San Nicola celebrata in tutto il mondo cristiano, nella città vecchia di Bari, alle prime luci dell'alba (ore 5 di mattina), viene celebrata la messa dall'arcivescovo di Bari-Bitonto e ha luogo la consegna delle chiavi della città al Santo, a cui segue una lunga processione della statua per le vie della città vecchia. |
LECCE
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Lecce
si trova nella parte centro-settentrionale della pianura salentina, nel cosiddetto "Tavoliere di Lecce": il bassopiano del Salento compreso tra i rialti terrazzati delle Murge, a nord, e le "serre salentine", a sud. La città di Lecce risulta essere è il capoluogo di provincia più orientale della penisola italiana.Continua a leggere...La storia di Lecce ha inizio in "età messapica". La leggenda attribuisce l'origine della città di ad opera opera di Malennio nel 1200 a.C., in seguito alla distruzione di Troia, che introdusse la cultura greca nella città, allora chiamata Sybar.Nel III secolo a.C. Roma conquistò tutto il Salento e la città di Sybar (attuale Lecce) mutandone il nome in Lupiae. Tra la fine dell'età repubblicana e gli inizi dell'età imperiale, la città di Lecce (l'antica Lupiae) conobbe una notevole espansione urbanistica, presentandosi cinta da mura, dotata di un foro, un teatro, un anfiteatro e uno sbocco sul mare: il Porto Adriano, l'attuale marina di San Cataldo. In età neroniana ebbe luogo l'evangelizzazione di Lupiae (attuale Lecce) ad opera del patrizio Publio Oronzio , convertito al Cristianesimo da Giusto (discepolo di san Paolo), che sarebbe stato il primo vescovo e il primo martire della città. In età medioevale, la città di Lecce rimase sotto il dominio dell'Impero Romano d'Oriente per cinque secoli. A partire dal VI secolo, lecce subì l'avvicendamento delle dominazioni dei Saraceni, Bizantini, i Longobardi, gli Ungari e gli Slavi. Il periodo storico compreso tra 1055 e 1463 va sotto il nome di "Contea di Lecce": contea di fondazione normanna di cui la città di Lecce era la capitale, che conobbe il succedersi delle dominazioni Normanna, Sveva, Angioina ed Aragonese. A partire dalla metà del XV secolo, Lecce fu accorpata al Regno di Napoli sotto il dominio aragonese, durante il quale la città diventò un importante centro di traffici commerciali e rilevante centro culturale. Tra il XVI E XVII secolo il Salento fu a più riprese minacciato dalle incursioni turche, conoscendo in età spagnola una fioritura dell'architettura civile e religiosa della città. Nell'anno 1656, la popolazione della città di Lecce fu decimata da una epidemia di peste e la tradizione religiosa narra che l'epidemia ebbe fine grazie ad un miracolo ottenuto per intercessione di sant'Oronzo, che fu in seguito al quale fu proclamato patrono della città, sostituendo la precedente patrona santa Irene. Nel XVII e XIX secolo, la popolazione leccese, guidata dalla nobiltà cittadina, riuscì a scongiurare la restaurazione della dominazione spagnola e contrastare i diversi tentativi austriaci di dominazione del territorio. Successivamente all'unità d'Italia, in particolare tra il 1895 e il 1915, la città conobbe una notevole espansione urbanistica con la realizzazione di numerose opere pubbliche e la creazione, fuori dalle mura, di nuovi quartieri in stile neoclassico, neomoresco e neogotico. Cosa visitare a Lecce: il centro storico della città presenta una struttura architettonica ricca di chiese e palazzi in stile barocco realizzate nel seicento utilizzando quale materiale di costruzione la tipica "pietra leccese". La definizione di "barocco leccese" identifica la particolare struttura architettonica seicentesca e l'arricchimento decorativo delle facciate di chiese e palazzi, curato durante il Regno di Napoli, del centro storico della città. Il centro storico di Lecce era circondata dalle "Mura Urbiche", cinta muraria di epoca cinquecentesca, sostituite nell'area nord-occidentale dal "Bastione San Francesco". L'accesso alla città di Lecce era consentito attraverso quattro porte: Porta Napoli (1548), l'ingresso alla città dalla via che giungeva dalla capitale del Regno Napoli; Porta Rudiae (1703), l'ingresso dalla via che giungeva dall'antico centro abitato messapico di Rudiae; Porta San Biagio (1774), l'ingresso dalle vie che giungevano da Capo di Leuca; Porta San Martino, l'ingresso dalla naturale via che portava al mare, che fu demolita nei primi decenni del XIX secolo. La struttura urbanistica a carattere difensivo della città di Lecce, d'età medioevale e rinascimentale, è testimoniata dalla presenza di due torri: "Torre del Parco" (Turris Prati Magni del XV secolo) situata nel cuore della città, costruita su tre livelli e circondata da un fossato nel quale erano allevati gli orsi, simbolo araldico della famiglia Orsini del Balzo; e "Torre di Belloluogo" (XIV secolo), esempio di architettura militare tardo-angioina con la torre di forma cilindrica circondata dal fossato originario pieno d'acqua e situata dall'altro capo della città rispetto alla "Torre del parco". Accedendo al centro storico di Lecce da Porta Rudiae, si giunge a "Piazza del Duomo", piazza centrale della città di Lecce con strutture architettoniche in tipico "Barocco leccese": la Cattedrale di Santa Maria Assunta (il Duomo), il Campanile, l'Episcopio, e il Palazzo del Seminario. Nelle immediate addiacenze di Piazza del duomo, si giunge al "Teatro Romano" d'età augustea ed alla centralissima ed elegante "Piazza Sant'Oronzo", in parte occupata dall'"Anfiteatro romano" (I-II secolo d.C.), dove s'innalza la "Colonna di Sant'Oronzo", di fronte alla quale si incontra palazzetto del "Sedile", antica sede del Municipio. Piazza Sant'Oronzo accoglie due testimonianze della vocazione religiosa e dell'arte barocca leccese: la chiesetta di San Marco e la chiesa di Santa Maria della Grazia. Addiacente a Piazza Sant'Oronzo, si trova il "Castello CarloV" (1539), architettura militare voluta dall' imperatore Carlo V d'Asburgo in età rinascimentale in sostituzione del vecchio baluardo d'età medioevale. Piazza Vittorio Emanuele II, nelle immediate vicinanze di Piazza Sant'Oronzo, si caratterizza per la presenza di numerosi locali e di un' ulteriore architettura religiosa in stile barocco locale, chiesa di Santa Chiara. La storia della città di Lecce è stata profondamente segnata dall'alternanza di dominazioni straniere, Normanni, Angioini, Aragonesi, per giungere alla dominazione Spagnola in età di Controriforma. I segni di tali dominazioni si riconoscono nella vocazione religiosa della struttura urbanistica di Lecce, dove sono disseminate nelle strade e nelle piazze della città quaranta chiese, tre delle quali hanno la dignità di basilica minore: "Basilica di Santa Croce "(XVI sec.), "Basilica di San Giovanni Battista al Rosario" (XVII sec.) e "Basilica di San Domenico Savio" (XX sec.). Infine, degna di particolare nota è una tra le più antiche chiese di Lecce costruita in epoca medievale durante la dominazione Normanna (XII sec.): la Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo. La vocazione religiosa della città di lecce è ulteriormente testimoniata dalla presenza nella struttura urbanistica di numerosi conventi e monasteri: "Palazzo dei Celestini" (XVII sec.) situato accanto alla Basilica di Santa Croce, "Monastero dei Teatini" (XVI sec.) attiguo alla Chiesa di Santa Irene, "Monastero dei Carmelitani" (XVI sec.) attiguo alla Chiesa del Carmine, "Convento domenicano di San Giovanni D'Aymo" (XIV secolo) dove il suo "Chiostro" riveste un posto di particolare rilievo nel panorama artistico-culturale del Salento, "Palazzo del Collegio dei Gesuiti" (XVI sec.), "Convento degli Agostiniani" (XVII sec.) e l'"Ex Conservatorio di Sant'Anna" (XVII sec.) attiguo alla Chiesa di Sant'Anna. All'interno della città di lecce, nel giardino di Palazzo Guarini in via Palmieri, è visitabile un esempio di architettura funeraria messapica: l"Ipogeo Palmieri"; inoltre, resti dell'antico centro messapico di Rudiae sono presenti sulla via per San Pietro in Lama, il "Parco archeologico di Rudiae". Il terrritorio leccese offre una grande varietà gastronomica di piatti locali che utilizzano i prodotti agricoli tipici delle terre di Puglia: calzone fritto, rustico leccese, puccia, pizzi leccesi, pittule, taralli leccesi, frisa, pitta di patate, fave e cicorie, ciceri e tria, orecchiette al sugo alla ricotte forte, taieddhra leccese, sagne n’cannulate, turcinieddhi, polpo alla pignata, pasticciotto, purceddhruzzi, mustazzoli e dolci di pasta di mandorla. Infine, al termine di un pasto degustato in uno dei locali dediti alla ristorazione nel centro della città, nella zona di Porta San Biagio e Piazzetta Santa Chiara, è doveroso degustare l'esclusivo "caffè leccese". Tra le feste ed eventi che hanno luogo nella città di Lecce, si deve fare particolare menzione: alla Festa dei santi patroni Oronzo, Giusto e Fortunato, la festa religiosa in onore dei santi patroni della città di lecce della durata di tre giorni (dal 24 al 26 agosto); ed alla Fiera dei Presepi e dei Pupi, antico mercato popolare di merci varie legate ai presepi che si svolge dall'8 al 24 del mese di Dicembre nel centro storico di Lecce. |
MATERA
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Matera
sorge sul prolungamento dell'altopiano delle Murge ad est e la fossa Bradanica (solcata dal fiume Bradano) ad ovest. La città di Matera si trova nella parte orientale della regione Basilicata che confina con la parte sud-occidentale della città metropolitana di Bari (con i comuni di Altamura, Gravina in Puglia e Santeramo in Colle) e l'estrema parte nord-occidentale della provincia di Taranto (con i comuni di Ginosa e Laterza). La città di Matera è nota nel mondo per i "Sassi", che ne fanno una delle città ancora abitate più antiche al mondo. I rioni dei "Sassi" sono stati riconosciuti nel 1993 come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, il primo sito dell'Italia meridionale a ricevere tale riconoscimento mondiale. Continua a leggere...Le origini della città di Matera si fanno risalire all'età paleolitica, come rilevato dal ritrovamento diversi oggetti risalenti a quell'epoca nelle grotte sparse lungo le Gravine materane che testimoniano la presenza di gruppi di cacciatori; mentre nell'età neolitica si assistette alla formazione di insediamenti stabili, testimoniati dalle tracce evidenti di diversi villaggi trincerati risalenti a quel periodo sulla Murgia Timone. L'Età dei metalli assistette alla nascità del primo nucleo urbano della città di Matera (l'attuale Civita) sulla sponda destra della Gravina.Le origini della città di Matera si fanno risalire alla presenza greca in età classica, durante la quale ebbe stretti rapporti con le colonie della Magna Grecia situate sulla costa meridionale; mentre in età romana rivestì il ruolo di centro di passaggio ed approvvigionamento. In età medioevale, il dominio sul territorio e la città di Matera fu conteso tra Longobardi, Saraceni e Bizantini; per conoscere un lungo periodo di pace sotto la dominazione Normanna a partire dall'XI secolo. In età moderna, la città di Matera passò dalla dominazione Aragonese nel XVI secolo a quella spagnola del XVIII secolo diventando capoluogo della Basilicata e sede di Regia Udienza. All'indomani del 1860, Matera e tutto il territoio della Basilicata fu centro del fenomeno storico del brigantaggio postunitario. In età contemporanea, la popolazione della città di Matera fu particolarmente attiva nella lotta antifascista ed antinazista. Nel 1945 la popolazione di Matera fu protagonista delle prime sommosse popolari per l'assegnazione delle terre incolte nel meridione e sempre negli anni del secondo dopoguerra sorse a livello politico nazionale la "questione dei Sassi di Matera", che si risolse nel 1952 con la promulgazione di una legge nazionale che stabilì lo sgombero dei Sassi e la costruzione di nuovi quartieri residenziali. Nel 1986 una nuova legge nazionale finanziò il recupero degli antichi rioni dei sassi materani e nel 1993 la città venne proclamata "Patrimonio dell'umanità". Infine, nel 2019 la città di Matera ha svolto il ruolo di "capitale europea della cultura". Cosa visitare a Matera: il centro storico della città di Matera coincide con il territorio dei "Sassi". I "Sassi di Matera" consistono di edifici e architetture rupestri scavati nella roccia a ridosso della Gravina di Matera e si distinguono in un due vallette: il Sasso Barisano (nome che deriva dal suo orientamento rivolto verso Bari), a nord-ovest, ricco di portali scolpiti e fregi a nasconderne il cuore sotterraneo e il Sasso Caveoso (nome dovuto alla vasta presenza di grotte), a sud, che assume vagamente la forma di una cavea teatrale. Lo sperone roccioso che separa i due Sassi accoglie al centro la Civita, la parte più antica abitata dall'uomo e si sviluppa entro quello che un tempo era il perimetro delle mura cittadine, sede della Cattedrale e dei palazzi nobiliari. La citta di Matera è situata al centro del "Parco della Murgia Materana" comprende il territorio della Gravina di Matera, le chiese rupestri disseminate lungo i pendii delle gravine e l'altopiano della Murgia materana. Il castello Tramontano in stile aragonese (XVI sec.), situato sulla collina di Lapillo e sovrastante il centro storico della città di Matera, e la Torre Metellana, ubicata nel Sasso Barisano, costituiscono i resti delle architetture militari a difesa della "Civita" . La città di Matera risulta essere uno dei più antichi e meglio conservati esempi di bio-architettura al mondo costituito da un complesso sistema di canalizzazione delle acque (rete di cisterne e "palombari") scavato nella roccia calcarea per dare una risposta alle enormi difficoltà nell'approvvigionamento delle acque determinato dalla particolare posizione del sito, che tuttavia garantiva estrema sicurezza all'abitato. La complessa rete di cisterne ipogee forma la famosa "Matera sotterranea", di cui una imponente testimonianza è il "Palombaro Lungo" (XIX sec.): una enorme cisterna sotterranea, al di sotto di Piazza Vittorio Veneto, al cui interno confluiscono le acque piovane e sorgive provenienti dalle colline di La Nera, Lapillo e Macamarda. L'antica vocazione religiosa della popolazione locale è testimoniata dalla Cattedrale, in stile romanico pugliese, costruita nel XIII secolo sullo sperone più alto della Civita, dalle numerose architetture religiose presenti all'interno delle mura cittadine (Chiesa di San Pietro Caveoso, XIII secolo; Chiesa di San Francesco d'Assisi, XIII secolo; Chiesa di San Domenico, XIII secolo; Convento di Sant'Agostino, XVI secolo;Chiesa di Santa Chiara, XVII secolo;Chiesa di Santa Lucia e Agata alla Fontana, XVIII secolo; Chiesa di San Francesco da Paola, XVIII secolo; Chiesa del Purgatorio, XVIII secolo), al di fuori della cinta muraria (Chiesa di San Giovanni Battista, XII secolo; Santuario della Madonna di Picciano, XIII secolo; Santuario della Madonna della Palomba, XVI secolo) e le chiese rupestri presenti nella città e lungo le Gravine del Parco della Murgia Materana (si contano circa 150 chiesette scavate nella roccia, tra le più importanti Santa Lucia alle Malve, Convicinio di Sant'Antonio, Santa Maria di Idris, Santa Barbara, Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, San Pietro Barisano, Cripta del Peccato Originale). Alla sommità del centro cittadino la Civita, fulcro della città vecchia , si trovano i palazzi residenziali delle famiglie nobilari che hanno dominato la la storia secolare di Matera: Palazzo Porcari, dimora della nobile famiglia materana dei Porcari di origini romane, situata in Piazza San Francesco; Palazzo Bernardini, domina il sasso Caveoso dal XV secolo; Palazzo Malvinni-Malvezzi, in piazza Duomo, datato al XV secolo; Palazzo di Castro Vetere, probabilmente appartenuto alla famiglia Palmieri a capo del vescovado di Matera tra la fine del XIV e inizi del XVI secolo; Palazzo del Sedile, edificato nel XVI secolo nella centrale Piazza Sedile ed attualmente sede del Conservatorio di Musica cittadino; Palazzo Venusio, edificato in via S. Potito nel XVI secolo; Palazzo Lanfranchi, edificato nel XVII secolo ed attualmente ospita i locali del Museo nazionale d'arte medievale e moderna della Basilicata; Palazzo dell'Annunziata, sito in Piazza Vittorio Veneto, Palazzo Bronzini, situato all'angolo tra piazza del Sedile e Via Duomo, Palazzo Gattini, situato in piazza Duomo, Palazzo Ridola, in Via Duomo, sono tutte residenze nobiliari edificate nel XVIII secolo. Infine, particolare nota merita il Palazzo Pomarici, anche conosciuto come “Il palazzo delle cento stanze”, che sorge ai limiti della Civita e la cui costruzione risale al XVII secolo. Si estende su una superficie di circa 3000 mq ed ospita i locali del Museo della scultura contemporanea di Matera. La città di Matera è sede di numerosi musei tematici: Casa Noha, proprietà del FAI, luogo da cui iniziare la visita alla città di Matera, ripercorrendone la storia grazie a un innovativo progetto di comunicazione;Museo archeologico nazionale Domenico Ridola, conserva resti archeologici d'età preistorica delle culture e delle popolazioni indigene (Enotri e Lucani); Museo-laboratorio della civiltà contadina, conserva oggetti ed attrezzi degli antichi mestieri dei Sassi; Museo Diocesano, dove sono esposte opere datate tra l'XI e il XIX secolo; i già citati Museo nazionale d'arte medievale e moderna della Basilicata, ospitato all'interno del Palazzo Lanfranchi, e il MUSMA, all'interno di Palazzo Pomarici. Infine, non si può lasciare la città di Matera senza aver visitato la Casagrotta di Vico Solitario: una antica abitazione scavata nella roccia tipicamente arredata situata nel Sasso Caveoso, che consente di comprendere usi e costumi degli abitanti degli antichi Rioni Sassi di Matera. Gli eventi che vedono protagonista la città di Matera hanno carattere squisitamente religioso: la "Mater Sacra Pasqua" rievoca quella che fu la passione di Cristo nel suggestivo ambiente offerto dal Rione Pietroso, a ridosso dei Sassi, a partire dal Giovedì Santo per culminare nell’imperdibile Via Crucis, che a partire da Piazza del Sasso Caveoso e giunge alla Chiesa Rupestre Madonna de Idris. I Sassi di Matera, con la loro affinità al paesaggio di Palestina, hanno costituito lo scenario ideale per la rappresentazione cinematografica del racconto della Passione di Cristo. Analogamente alla Pasqua, la festa religiosa del Natale culmina nella rappresentazione del "Presepe Vivente" a Matera , che riporta alla mente l'ambiente originario della nascita di Gesù Cristo nelle stazioni e locations all'interno della città dei sassi, offrendo pertanto momenti ricchi di atmosfera mistica e coinvolgimento religioso, sia per gli abitanti che per i molti turisti del periodo natalizio. La "Festa della Madonna della Bruna" si celebra nella città di Matera ogni anno il 2 Luglio sin dal lontano 1389, istituita da papa Urbano VI, come "Festa della Visitazione". Ancor'oggi i festeggiamenti culminano con la sfilata del carro trionfale di cartapesta che trasporta la Madonna della Bruna, il quale alla fine della processione viene preso d’assalto dai materani per accaparrarsi un pezzo dello stesso come auspicio di buona sorte e prosperità. A circa un mese di distanza, ha luogo il 1 agosto, nel borgo periferico La Martella, la "Sagra della Crapiata" considerata la festa popolare dell'estate materana e che nasce con l’intento di festeggiare il buon raccolto, che culmina la preparazione di uno dei piatti tipici di Matera: la Crapiata, a base di legumi e cereali, cotta lentamente in grandi pentoloni assistita dalle donne materane e dai molti visitatori. In tale occasione, la città di Matera si riempie di bancarelle, concerti di musica folkloristica, in un convivio che unisce abitanti e turisti. L'estate materana si chiude con la celebrazione della festa religiosa in onore del santo patrono Sant’ Eustachio il 20 settembre di ogni anno, che ha inizio con la celebrazione S. Messa in Cattedrale a cui segue la processione con la statua del santo lungo le strade cittadine, per concludersi la sera con uno spettacolo pirotecnico, nello splendido scenario di fronte ai Sassi. La città di Matera si caratterizza, come la vicina Puglia nonchè tutto il sud Italia, per prodotti culinari strettamente collegati alla tradizione agricola del suo territorio: i primi piatti ottenuti con verdure locali e stagionali (Crapiata, Orecchiette alla materana, Fave bianche e cicorie, Pasta con i peperoni cruschi), piatti di carne di allevamento locale (Pignata, Gnimmeredd) ed a completamento del pranzo i dolci tipici della tradizione locale e delle feste (Strazzate, Panaredda, Cartellate). Il prodotto più caratterizzante in assoluto della gastronomia materana è il "Pane di Matera", ottenuto dalla tradizionale lavorazione di farina di grano duro, acqua, sale, lievito effettuata in casa nel passato e cotta in forni a legna pubblici, dove ogni famiglia marchiava con un timbro distintivo le proprie forme di pane in cottura destinate all’uso casalingo per più giorni. Nel 2008, il Pane di Matera ha ottenuto la tutela del marchio IGP. |